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Una settimana che vale oro. È la fashion week milanese. A stabilirlo la Camera di commercio di Monza e Brianza che ha stimato in 27 milioni di euro il valore dell’indotto della settimana della moda all’ombra della Madonnina. Un totale che si compone dalla somma di diverse voci: lo shopping che pesa per il 15,2%, l’alloggio per il 62,1%, la ristorazione per il 15,2% e, infine, i trasporti per il 3,2%. Un indotto che non riguarda solo la città di Milano, ma che interessa anche le province limitrofe. Sei infatti il 73,8% dell’indotto ricade sul territorio milanese, il 12,5% nel comasco, l’8,2% in Provincia di Varese e il 5,5% in Brianza. Le quattro province contano complessivamente 9mila imprese attive nel tessile (oltre il 50% sono concentrate nel milanese), nella confezione di abbigliamento e produzione di articoli in pelle. Nei primi sei mesi del 2011 questi settori hanno generato in Lombardia circa 5 miliardi di euro di esportazioni (2,2 miliardi dei quali riconducibili a Milano con Monza e la Brianza), a fronte di 3,9 miliardi di importazioni: ne consegue un saldo commerciale in attivo per 1,1 miliardi. Numeri importanti, che bisognerebbe considerare insieme ad una variabile più qualitativa, quella dell’immagine. La moda è la costituente principale del brand Milano. Il 48,58% della conoscibilità del capoluogo lombardo è dato dalla moda, un fattore molto pesante, soprattutto se rapportato agli altri eventi capaci di caratterizzare una città, come la cerimonia dei Nobel per Stoccolma (27,63% di conoscibilità) o la corrida per Madrid (20,24% di conoscibilità). Secondo l’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza è possibile stimare in circa 150 miliardi di euro (di cui 111 miliardi per Milano e il resto per le province limitrofe) il valore del brand delle sfilate milanesi.