John Key © GettyImages

Il primo ministro neozelandese, John Key, in visita a Vanuatu

Prima di veder scritto il nostro Paese troviamo i soliti Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Germania, ma prima dell'Italia ci sono anche Stati come il Bahrain, l’Estonia, l’Azerbaigian e la repubblica di Vanuatu, uno stato insulare dell'oceano Pacifico. Che aprire un’impresa in Italia non fosse semplice lo sapevamo, ma a girare il coltello nella piaga interviene anche la Banca mondiale che, in collaborazione con l’International finance corporation ha stilato una classifica sulle opportunità offerte agli imprenditori di fare attività economica e che prende in esame le normative di 183 paesi. All’interno di questa particolare classifica, dal nome ‘Doing Business’, si passano in rassegna misure e regolamenti in vigore nei vari Paesi come l’apertura di una nuova attività, le registrazioni necessarie, l'accesso al credito e, l’ormai noto ostacolo tasse.
Il nostro Paese figura al penultimo posto dei paesi Ocse in termini di facilità nel fare impresa: si trova al 29esimo posto di una classifica chiusa dalla Grecia in trentesima posizione. A livello mondiale, nell'edizione 2011 di Doing Business, l'Italia si trova all'80esimo posto, in discesa dalla postazione numero 76 occupata nell'edizione 2010. Ai primi 5 posti Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Stati Uniti. Tra le osservazioni contenute nella ricerca il fatto che molto spesso le economie dove è più facile per le aziende fare impresa hanno esperienze di e-government molto avanzate a cominciare da Hong Kong e Singapore, che dal 2008 hanno messo online tutte le pratiche per l'avvio di attività economiche.

Doing Business , facilità di fare impresa: la classifica in sintesi
Pos. Paese Pos. Paese
1 Singapore 60 Vanuatu
2 Hong Kong 79 Cina
3 Nuova Zelanda 80 Italia
22 Germania 183 Chad

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