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Forse questi ultimi dati Codacons, più di altri, danno la misura della crisi in cui è sprofondato il nostro Bel Paese: stando all’indagine dell’associazione, nel 2014 i debiti accumulati dalle famiglie italiane sfiorerebbero 50 miliardi di euro. Che, a testa, fanno 833 euro.

Nel computo rientrano le voci più disparate: dai mancati pagamenti di prestiti a quelli di mutui e leasing, ma anche scoperti bancari, carte di credito revolving e addirittura bollette delle utenze domestiche non saldate. A cui si aggiungono debiti commerciali di vario tipo, per i quali sono state avviate le procedure di recupero.

«Praticamente ogni singolo italiano, neonati compresi, appare debitore nel 2014 per un importo medio di 833 euro. Solo per le bollette, 19,1 milioni di italiani risultano oggi morosi almeno su una utenza relativa alla fornitura di elettricità, gas, acqua o telefonia», si legge nel comunicato del Codacons.

I mancati pagamenti arrivano soprattutto dalle regioni del Sud, Sicilia in testa con 7,4 miliardi di euro mancanti all’appello. Ma a sorpresa, nella Top 3 delle regioni con i più alti tassi di insolvenza spicca anche la Lombardia, seconda solo alla Sicilia. con 6,7 miliardi di euro. Segue la Campania, a quota 5,7 miliardi di euro.

«La causa di tale drammatica situazione è da ricercarsi nel progressivo impoverimento delle famiglie, colpite da una drastica riduzione del potere d’acquisto, dalla crescita della disoccupazione e da una pressione fiscale insostenibile – afferma il Presidente Carlo Rienzi - Di conseguenza, chi ha contratto debiti negli anni passati non riesce oggi a far fronte ai propri obblighi, nonostante si sia progressivamente ridotto il ricorso al credito al consumo, sceso del -6,4% nel periodo gennaio-agosto 2014».