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La speranza e che l’anno nuovo porti un po’ di sollievo alle imprese italiane che chiudono il 2010 con un record di cui non andare molto fieri. Nel terzo trimestre dello scorso anno, infatti, l’aumento medio dei fallimenti in Italia è stato del 18% a testimoniare che la crisi del 2008 non è stata ancora totalmente assorbita a livello nazionale. A registrare questo spaccato del mondo dell’imprenditoria, il quotidiano la Repubblica che, Regione per Regione, analizza i dati forniti dai tribunali fallimentari, aggiornati al 31 dicembre 2010. Il Nord, cuore pulsante delle imprese italiane, rimane l’area in cui l’incidenza delle bancarotte è maggiore, ma anche al centro-Sud i dati sono definiti “allarmanti” con Roma che detiene il record dei fallimenti (2500).

Piemonte, Torino – Nel 2010 le aziende fallite sono state 438, in aumento del 41% rispetto al 2008 quando le imprese che avevano depositato i libri in tribunale erano state 257 (377 nel 2009). “Non ha sofferto solo Fiat, ma anche l´industria dolciaria” sottolinea il quotidiano citando i fallimenti di due marchi storici del cioccolato torinese, Peyrano e Streglio, entrambi sul mercato da quasi un secolo.

Lombardia, Milano – Nel capoluogo lombardo si è registrato un +34% dei fallimenti rispetto a due anni fa. Da 611 nel 2008, a 929 quest´anno (734 nel 2009). “Tra le società più note finite con i libri in tribunale il gruppo turistico Ventaglio Viaggi e la Torno, l´impresa che ha costruito la metropolitana milanese”.

Liguria, Genova I crac sono più che triplicati nel biennio, passando da 73 nel 2008 a 128 nel 2010.

Emilia Romagna – La crisi si è fatta sentire anche sotto il Po: hanno capitolato la Moto Morini, storica azienda motoristica di Casalecchio di Reno, il Gruppo Interauto di concessionarie Mercedes con 300 dipendenti e anche il re dei capelli "Cesare Ragazzi" (acquistato poi dalla coop friulana Nord 2000).

Toscana, Firenze – Da 126 nel 2008 i fallimenti sono diventati 260 a fine 2010 (nel 2009 erano stati 172).

Lazio, Roma – Record di richieste di fallimento a Roma: +20% rispetto al 2009 con 2500 imprese coinvolte. Le dichiarazioni di fallimento sono cresciute del 10 per cento mentre sono state decine di migliaia le richieste di ammissione al passivo e s´è registrato un forte aumento di concordati e di amministrazioni straordinarie, sintomo che anche le grandi imprese della Capitale sono in difficoltà. Tra queste Tirrenia, Agile, Euhelia e Tributitalia.

Campania, Napoli I crac hanno avuto un´impennata del 38% (169 nel 2008, 276 nel 2010).

Sicilia, Palermo – Dai 115 fallimenti del 2009, al 31 dicembre 2010 le richieste erano 145. Ha portato i libri in tribunale la storica Legnomarket ed è in amministrazione straordinaria (perché in stato di insolvenza), la Amia, l´ex azienda municipalizzata di raccolta rifiuti.

Puglia, Bari – Si è registrato un aumento del 20 per cento dei crac, e fra questi va segnalato quello della Tecnohospital, l´azienda di Gianpaolo Tarantini.