Anche dichiarare fallimento al Sud è un'impresa. Servono infatti 15 anni per chiudere tutta la procedura, secondo un'analisi di Unimpresa sui tempi della giustizia civile per le imprese. L'iter medio impiega infatti 4.800 giorni, con picchi di 5.500. E ne servono 2.750 giorni per concludere una procedura esecutiva immobiliare. Va poco meglio al Centro (3.500 giorni per un fallimento e 1.700 giorni per una esecuzione immobiliare) e Nord, dove comunque si impiegano 2.800 giorni per un fallimento e 1.200 per una esecuzione immobiliare.

FALLIMENTI E GIUSTIZIA CIVILE

La lentezza della giustizia civile ha un peso enorme nell'andamento del nostro prodotto interno lordo: c'è un costo diretto, misurato nel tempo impiegato dall'imprenditore nella burocrazia e, nello specifico, nei tribunali; e poi c'è un costo indiretto, da misurare nei mancati investimenti sia quelli interni sia soprattutto quelli esteri», commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

Nonostante il calo dei procedimenti, la giustizia non accelerato il suo percorso. Nel 2010 il totale dei procedimenti iscritti presso gli uffici del Giudice di pace, dei Tribunali e delle Corti d'appello era a quota 5,4 milioni, nel 2016 era diminuita a 4 milioni. «Ciò che poi risulta ancor più inaccettabile è il divario drammatico che esiste nelle diverse zone del Paese, con disagi importanti per chi opera al Nord e al Sud oppure nelle Isole», conclude Pucci. «In questo modo è impossibile pianificare i bilanci, definire i budget annuali, prevede investimenti: ne fa le spese la singola aziende e subisce un colpo anche l'intera economia italiana. Queste dovrebbero essere le riforme su cui puntare di più, insieme con una riduzione del carico fiscale, che resta la nostra stella polare, per rilanciare la crescita».

Con buona pace di chi sostiene che il fallimento sia la base per imparare e ripartire (leggi la storia di Collapsed, il social network delle aziende finite male): in Italia tutto questo è impossibile.