A furia di discutere dell'età pensionabile diventeremo vecchi

Evitare la pensione a 67 anni costa 1,2 miliardi. E così riecco l'Italia che invecchia discutendo del'età pensionabile. L'urgenza oggi si chiama evitare il rialzo dell'età per la pensione di vecchiaia a 67 anni dagli attuali 66 anni e 7 mesi. Il costo è alto, 1,2 miliardi, e peserebbe sui conti nel 2019. L'adeguamento automatico è all'aspettativa di vita è stato deciso tra il 2009 e il 2010 e sembra quasi naturale, ma in questo momento il governo e l'opposizione fanno retromarcia perché «non è pensabile ipotizzare ulteriori aumenti dell'età pensionabile, dal momento che già oggi le norme italiane sono fra le più penalizzanti in Europa»

EVITARE LA PENSIONE A 67 ANNI COSTA 1,2 MILIARDI

Il provvedimento era stato pensato per garantire una stabilizzazione automatica della spesa pensionistica, quella sì tra le più altre al mondo. E il meccanismo è scattato già due volte: nel 2011 portando un rialzo di tre mesi e a fine 2016, con quattro mesi di lavoro in più per il triennio di uscita dal lavoro che finisce nel 2018. Ma evidentemente in tempi di campagna elettorale, i lavoratori maturi pesano più dei giovani senza speranza. Così Cesare Damiano (Pd) e Maurizio Sacconi (Epi), presidenti rispettivamente, delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, hanno infatti chiesto al Governo di bloccare tutto con la prossima legge di Bilancio con «un rinvio strutturale dell'adeguamento dell'età di pensione all'aspettativa di vita».

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Ma che cosa dice il futuro del nostro modo di invecchiare? In base alle previsioni Istat, a gennaio 2019 la pensione di vecchiaia dovrebbe salire a 67 anni, poi a 67 anni e 3 mesi nel 2021, 68 anni e 1 mese nel 2031, 68 anni e 11 mesi nel 2041, 69 anni e 9 mesi nel 2051.

Non si può perdere altro tempo, la Ragioneria generale dello Stato ha segnalato che dal 2019 grazie all'impatto dei baby boomers la spesa pensionistica in rapporto al Pil tornerà a crescere. Nei prossimi due anni si attesterà attorno al 15,4%-15,5% del pil grazie alla ripresa, per poi salire fino al 16,3% nel 2044. Solo dopo quella data il rapporto tornerà a normalizzarsi con un15,6% nel 2050 ed al 13,1% nel 2070, con una decelerazione pressoché costante nell’intero periodo».