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Angela Merkel e Nicolas Sarkozy

La posizione della Germania sembrava netta: niente Eurobond. Ma si sa, il tempo (e le circostanze) possono far traballare anche le convinzioni più radicate. Se Bruxelles non ha mai negato il proprio via libera a titoli di debito comuni all’Eurozona – secondo il portavoce della Commissione europea la possibilità «è un’idea molto interessante» - anche in Germania, il paese in assoluto più contrario, il fronte del no si sarebbe ormai sgretolato. A certificarlo non solo lo studio di Credit Suisse diffuso oggi, secondo il quale «il fronte tedesco contro gli eurobond si sta ammorbidendo», ma anche esponenti tedeschi della Cdu, il partito del cancelliere tedesco Angela Merkel. Se l’europarlamentare Burkhard Balz dichiara oggi che: «Anche noi in Germania, dobbiamo porci la questione su quali potrebbero essere le condizioni per noi accettabili per questo strumento», per Johann Wadepuhl, un altro deputato della Cdu: «Non serve a niente vedere le cose solo bianche o nere. Non posso credere che le euro-obbligazioni debbano essere considerate soltanto uno strumento del diavolo». Sembra che l’ipotesi sia sempre più vicina, addirittura uno dei punti caldi del tanto atteso vertice anti crisi, che in queste ore sta riunendo a Parigi la stessa Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy. Ad ammetterlo Peter Bofinger, consigliere economico del cancelliere tedesco, secondo il quale il vertice di oggi non si può concludere «senza prendere decisioni concrete». Per Bofinger forse «non avremo gli eurobond alla fine di questa giornata» ma la direzione dell’impegno del duo Merkel-Sarkozy andrà proprio in quella direzione.

La posizione del ministro italiano Giulio Tremonti