È entrato in vigore questa mattina, martedì 14 novembre 2011, lo Statuto delle imprese, quel pacchetto di norme per la tutela della libertà d'impresa (legge 180/2011) approvato in via definitiva dal Parlamento e pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale . Questa legge, che riconosce alle imprese il “contributo fondamentale” alla crescita dell’occupazione e alla prosperità economica, punta a costituire norme “fondamentali di riforma economico-sociale” e principi dell’ordinamento giuridico dello Stato garantendo inoltre la piena applicazione dello Small Business Act Ue (Commissione europea COM(2008) 394 definitivo, del 25 giugno 2008, recante “Una corsia preferenziale per la piccola impresa – Alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la Piccola Impresa”).
Tra i provvedimenti già in vigore le norme di semplificazione che alleggeriscono gli adempimenti delle imprese che, per esempio, non sono più tenute a presentare alle amministrazioni pubbliche documentazioni già prodotte al registro delle imprese. Inoltre, per il principio di compensazione, “non possono essere introdotti nuovi oneri regolatori, informativi o amministrativi a carico di cittadini, imprese e altri soggetti privati senza contestualmente ridurne o eliminarne altri”.
Questa, però, è solo la prima fase. Per uno dei provvedimenti più attesi, quello relativo ai ritardi dei pagamenti – che fissa a il termine di 30 giorni per i pagamenti di merci e servizi forniti dalle imprese alla Pa, e di 60 giorni per i pagamenti fra privati – bisognerà attendere l’azione del governo che entro un anno (entro metà novembre 2012) dovrà recepire la direttiva Ue. Un'altra misura rimandata all’esecutivo è quella che prevede, entro il 30 giugno di ogni anno, la presentazione alle Camere di una legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro e piccole imprese (Mpi) “volto a definire gli interventi in materia per l’anno successivo”.

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