Barack Obama, Mitt Romney © GettyImages

Barack Obama e Mitt Romney

Sale l’adrenalina per l’esito delle elezioni americane che mai come quest’anno determineranno le sorti della più importante economia al mondo. Nell’attesa dei risultati politici (elezioni in programma martedì 6 novembre) anche il mondo economico-finanziario sembra essersi fermato, incapace di prendere decisioni in modo lucido: né la Federal Reserve né il governo federale sono nelle condizioni di aiutare l'economia americana e, nonostante il lento trend di crescita, gli investitori continuano a immettere capitali nei fondi obbligazionari e ad accumulare liquidità, evitando il mercato azionario. Motivo? La paura del precipizio fiscale e delle politiche che verranno implementate dai due sfidanti per ridare slancio all’economia del Paese.
Ma è possibile prevedere come cambierà lo scenario fiscale in caso di riconferma di Obama o di vittoria dello sfidante Romney? Sì, secondo JP Morgan Asset Management che, alla vigilia delle elezioni, individua quattro possibili scenari. In caso di vittoria democratica su tutti i fronti, ipotizza un aumento delle imposte per i redditi più alti, l’aumento delle imposte Medicare per finanziare il programma sanitario Obama, l’implementazione della prima delle due manovre di riduzione della spesa approvate lo scorso autunno. In caso di vittoria repubblicana, invece, la riduzione del deficit si concentrerà probabilmente sui tagli alla spesa. In tale scenario: tutti gli sgravi fiscali dell'amministrazione Bush verranno estesi, l'aumento delle imposte Medicare per finanziare il programma sanitario del Presidente Obama non avverrà. In entrambi i casi, l'estensione dei sussidi di disoccupazione scadrà come previsto e solo la prima delle due manovre di riduzione della spesa approvate lo scorso autunno verrà implementata. Questi scenari imporrebbero solo un moderato drenaggio fiscale sull'economia ma comporterebbero una significativa riduzione dei flussi di cassa azionari netti nel primo caso, mentre un'amministrazione interamente repubblicana favorirebbe le azioni rispetto alle obbligazioni e potrebbe tentare di approvare sia una riforma fiscale sia una riforma previdenziale nel 2013.
Un vero e proprio precipizio fiscale è da escludere anche qualora il governo fosse diviso, ma il terzo scenario individuato da JP Morgan Asset Management comporterebbe uno sbalzo fiscale che potrebbe spingere l'economia americana sull'orlo della recessione. Nonostante un governo diviso, sarebbe quindi meglio se la riduzione del disavanzo nel 2013 avvenisse più lentamente perché lo scenario della scala fiscale (quarto e ultimo) ridarebbe fiducia agli investitori. Tuttavia JP Morgan avverte che, sul lungo termine, il problema fiscale dell'America imporrà una riforma del bilancio.

Elezioni Usa: quattro possibili scenari all'indomani delle elezioni
Vittoria democratica su tutti i fronti Vittoria repubblicana su tutti i fronti
Governo diviso: lo sbalzo fiscale Governo diviso: la scala fiscale