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Ritardo nei pagamenti della pa, burocrazia, crisi e lo Sblocca Italia che non promette di aiutare il settore: così l'edilizia racconta il momento nero in un'audizione alla Camera.

Un'azienda su due (il 53%) ha ridotto gli investimenti e una su tre ha licenziato negli ultimi tempi (il 36%).

«I ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione continuano a determinare una situazione di estrema sofferenza nel settore delle costruzioni, uno dei settori più colpiti dal fenomeno in Italia», grida l'associazione dei costruttori. Mancano 10 miliardi nelle casse delle aziende, fermi nelle casse dello Stato per una media di 7 mesi.
«Ci aspettavamo molto di più dallo Sblocca Italia che doveva creare le condizioni per la crescita e invece si infrange sul muro dell'austerità: la cura non è proporzionata alla gravità della malattia, nonostante alcuni buoni interventi normativi, come quelli sugli affitti», prosegue il presidente Paolo Buzzetti, «nessuna risorsa aggiuntiva, ma solo riprogrammazione di quelle esistenti destinate alle grandi opere, ancora troppo poca la concorrenza nelle gare soprattutto quelle che riguardano i concessionari. Di fronte a un'edilizia allo stremo, la legge di Stabilità è l'ultima chiamata per l'Italia».