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La débâcle della Grecia e la crisi economica che impensierisce l’Occidente hanno posto al centro dell’attenzione la questione Europa. Il drammatico esito del voto greco è una diretta emanazione del crescente “euroscetticismo” che la situazione finanziaria ha generato. Eppure, dall’Università Cattolica di Milano le voci degli esperti si sono levate a sostegno degli stati uniti d’Europa, intesi come elemento di coesione irrinunciabile per uscire indenni dalla crisi. L’occasione propizia al dibattito è stata la presentazione del saggio Economia oltre la crisi , del professor Alberto Quadrio Curzio, economista dell’Università Cattolica. Il dibattito si è svolto alla presenza di ospiti di rilievo, come Romano Prodi e il nuovo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. All’indomani delle elezioni in Francia e Grecia è stato possibile riflettere con maggiore lucidità in merito alle prospettive future, in un contesto oscillante tra la preoccupazione destata dagli esiti elettorali in Grecia e l’ottimismo suscitato dalla vittoria del socialista François Hollande in Francia.
Proprio in merito al neopresidente francese, Quadrio Curzio pare fiducioso: “Il socialista Hollande potrebbe essere un ottimo presidente” – ha dichiarato – se si manterrà su una linea come quella che a suo tempo Mitterand adottò, avviando un rapporto costruttivo con quel grande europeista che fu Helmut Kohl, e dando un apporto importantissimo alla costruzione dell’Europa”. Il presidente di Confindustria Squinzi, invece, ha preferito concentrarsi maggiormente sulla necessità di una maggiore coesione a livello europeo: “È importante dedicarsi alla costruzione di un’Europa più capace di investire sulla crescita e che presti più attenzione ai temi dell’economia reale e non alla finanza”. Più Europa e meno finanza è il motto che anche Romano Prodi sposa con decisione. L’ex premier, noto per le sue posizioni europeiste, continua a credere nel sogno di un’Europa capace di dimostrarsi solida, anche in momenti di grande difficoltà come questo. Pertanto la ricetta di Romano Prodi per il futuro prescrive di mettere in secondo piano gli umori della Borsa e di guardare all’Europa come a un progetto a lungo termine. L’ex premier sostiene la propria tesi lanciandosi in un affermazione controtendenza, se consideriamo il sentimento generale di sfiducia nei confronti delle istituzioni: “Se noi vogliamo conservare la nostra forza e la nostra sovranità nel mondo – ha detto – dobbiamo cedere di sovranità a livello europeo e gestirla assieme”.
Intanto, oggi, la cronaca ci costringe a tenere i piedi ben piantati a terra: la Grecia non è riuscita a formare un governo stabile e i cittadini presto dovranno ritornare alle urne. Questo vuol dire che le sorti degli ellenici sono quanto mai instabili e l’Europa dovrà studiare bene le sue prossime mosse per guadagnare consensi e, soprattutto, per uscirne indenne.