L’Italia tiene il passo dell’Eurozona: l’andamento economico altalenante del nostro Paese non sembra aver intaccato la crescita del manifatturiero, che in aprile ha raggiunto quota 53,9 punti, contro i 53,5 di marzo; si tratta del risultato massimo raggiunto nelle ultime quattro mensilità, e il segnale di una fase espansiva che ha iniziato a palesarsi da ormai quindici mesi.

ITALIA IN CRESCITA. La crescita dell’Indice Pmi manifatturiero in Europa si ferma ad un massimo di 51,7 punti, e il miglioramento rispetto a marzo è decisamente più contenuto in confronto a quello raggiunto dall’economia italiana, attestandosi sullo 0,1. Tra le ragioni che motivano i risultati positivi ottenuti dal Belpaese vi è certamente l’aumento dei nuovi ordini, fattore che ha determinato l’incremento della produzione e ha avuto effetti benefici sull’occupazione; ci si aspetta che il Pil italiano cresca, quest’anno, almeno dell’1,1% (contro l’1,6% medio europeo). Il nostro Paese è riuscito a raggiungere e superare gli ottimi ritmi di crescita della Spagna, che dopo una corsa sostenuta si è fermata in aprile a 53,5 punti, calando di uno 0,1 rispetto a marzo; comunque, i risultati migliori sono quelli tedeschi, che sono passati dai 50,7 punti di marzo a 51,8 nel mese successivo.

EUROZONA. Notevole invece la contrazione in territorio francese, che non raggiunge i 50 punti (segnalando quindi una certa contrazione del ciclo manifatturiero) e si ferma, in aprile, a un indice di 48, contro i 49,6 di marzo. Percentuali, queste, che segnano in risultati dell’Eurozona, ma che non bastano a renderli negativi: in generale, infatti, l’andamento è buono, nonostante i rallentamenti causati dalla debolezza dei paesi emergenti e dalla bassa inflazione. Per quanto riguarda i mercati al di fuori dell’Eurozona, si nota un calo anche nell’indice manifatturiero registrato dagli Stati Uniti, mentre la Cina, nonostante si mantenga al di sotto dei 50 punti, ha notato un importante salto in avanti nella produzione industriale.