Nuovi misure per lo sviluppo digitale (e non solo) del Paese. Da sabato 20 ottobre è in vigore il decreto legge “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U.) e meglio conosciuto come decreto Crescita 2.0. Il provvedimento, come spiegato dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, faciliterà la costruzione di “infrastrutture e servizi digitali, la nascita e sviluppo di start-up innovative, strumenti fiscali per agevolare la realizzazione di grandi opere con capitali privati, attrazione degli investimenti esteri in Italia, interventi di liberalizzazione in particolare in campo assicurativo”. LEGGI IL TESTO DEL DECRETO PUBBLICATO IN G.U.
LE NOVITÀ. Con l’applicazione dell’Agenda digitale, aumentano fortemente i servizi digitali per i cittadini, che potranno avere un unico documento elettronico, valido anche come tessera sanitaria, attraverso il quale rapportarsi con la Pubblica amministrazione. Via libera anche alle ricette mediche digitali, al fascicolo universitario elettronico, all’obbligo per la P.a. di comunicare attraverso la posta elettronica certificata e di pubblicare online i dati in formato aperto e riutilizzabile da tutti. Significativi risparmi di spesa e maggiore efficienza arriveranno dalla digitalizzazione delle notifiche e delle comunicazioni giudiziarie, che assicureranno il mantenimento del principio di prossimità del servizio giustizia nei confronti di cittadini e imprese. Viene inoltre integrato il piano finanziario necessario all’azzeramento del divario digitale per quanto riguarda la banda larga (150 milioni stanziati per il Centro Nord, che vanno ad aggiungersi alle risorse già disponibili per il Mezzogiorno per banda larga e ultralarga, per un totale di 750 milioni di euro) e si introducono significative semplificazioni per la posa della fibra ottica necessaria alla banda ultralarga.
IMPRESA INNOVATIVA. Per la prima volta, nell’ordinamento del nostro Paese viene introdotta la definizione di impresa innovativa (start-up): le nuove misure toccano tutti gli aspetti più importanti del ciclo di vita di una startup - dalla nascita alla fase di sviluppo, fino alla sua eventuale chiusura - ponendo l’Italia all’avanguardia nel confronto con gli ordinamenti dei principali partner europei. Tali norme danno anche seguito a quanto indicato nel Programma nazionale di riforma e rispondono a raccomandazioni specifiche dell’Unione europea che individuano nelle start-up una leva di crescita e di creazione di occupazione per l’Italia. La dotazione complessiva subito disponibile è di circa 200 milioni di euro. Una volta a regime, la norma impegnerà 110 milioni di euro ogni anno.
Ulteriori importanti misure vengono assunte sul fronte della defiscalizzazione delle opere infrastrutturali strategiche (tramite l’introduzione di un credito di imposta a valere su Irap e Ires fino al 50%), sull’attrazione degli investimenti diretti esteri (con la costituzione dello sportello unico Desk Italia a cui potranno rivolgersi gli imprenditori stranieri), col rafforzamento del sistema dei Confidi per migliorare l’accesso al credito delle PMI e con significative liberalizzazioni nel settore assicurativo (misure per la prevenzione delle frodi nel settore assicurativo, abolizione delle clausole di tacito rinnovo, introduzione di un “contratto base” comune a tutte le compagnie, maggiore trasparenza e la possibilità di collaborazione tra intermediari per favorire la concorrenza).