Il ministro dell'Economia ellenico Varoufakis @ Getty Images

Come ormai succede sempre più spesso, è bastato un cinguettio per trasformare un rumors in ufficialità. ll presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha infatti scritto su Twitter: «Ricevuta richiesta greca per estensione 6 mesi».

Il governo ellenico ha dunque ufficialmente richiesto l’estensione del programma di aiuti, al fine di fornire un “ombrello protettivo” al proprio sistema finanziario. Contestualmente, la Grecia si impegnerebbe a mantenere l’equilibrio di bilancio e a prevedere riforme che contrastino l’evasione fiscale e la corruzione.

«Abbiamo inviato una proposta nel rispetto del mandato popolare, che difende la nostra dignità sociale e che, nello stesso tempo, sia accettabile dai nostri partner», hanno dichiarato fonti ufficiali. Il responso lo si avrà però venerdì quando i ministri delle finanze dell’Eurogruppo si riuniranno a Bruxelles per decidere se accogliere o meno la richiesta.

SEGNALI POSITIVI. Tuttavia sembra che la mossa greca sia andata a buon fine: «Vediamo segnali positivi nella richiesta della Grecia, che possono aprire la strada verso un compromesso ragionevole nell’interesse della stabilità finanziaria di tutta la zona euro», ha dichiarato il portavoce dell’Esecutivo Ue, Margaritis Schinas, precisando che «la lettera inviata dal governo greco richiede l’estensione del Master Financial Assistence Facility Agreement, che è il termine legale per descrivere in modo complessivo l’attuale programma».

Ma se Bruxelles sembra possibilista su un accordo tra le parti, la Germania appare fin da subito di tutt’altro avviso. «La lettera di Atene non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale», afferma Martin Jaeger, portavoce del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, «non corrisponde ai criteri concordati lunedì dall'Eurogruppo” ed è “un finanziamento- ponte che non adempie pienamente alle condizioni del programma di aiuti».