La moda fa bene all’e-commerce: stando al report realizzato dall’Osservatorio eCommerce B2c e presentato a Milano in occasione del Convegno “L’online nel fashion: un canale che fa tendenza”, nel 2016 gli acquisti via Internet di prodotti fashion hanno superato gli 1,8 miliardi di euro (+25% rispetto al 2015). Ma è soprattutto il ritmo di crescita del comparto a essere significativo: se negli ultimi cinque anni il tasso di crescita del mercato dell’e-commerce si è attestato sul +15%, quello dell’abbigliamento è addirittura il doppio, per una media del +30%. “L’abbigliamento è uno dei comparti merceologici più dinamici dell’e-commerce B2c italiano per almeno tre ragioni: ritmo di crescita superiore a quello medio del commercio elettronico, offerta eterogenea e in continuo fermento, e, infine, spiccata propensione all’innovazione”, afferma Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

CORSA AL RISPARMIO. La ragione alla base dell’exploit dell’e-commerce del fashion è presto detta: su internet è possibile risparmiare. Basti pensare che il 52% della domanda è realizzata nella componente di prodotti a prezzo ridotto, ossia scontati (dal 10% al 30%) o molto scontati (sconti dal 30% al 70%). E ancora: in occasione del Black Friday e del CyberMonday alcuni operatori riescono a realizzare in soli due giorni oltre il 5% del totale fatturato online. Tradotto: circa 10 volte il valore delle vendite registrate nello stesso intervallo di tempo in altri periodi dell’anno. Tuttavia il prezzo non è l’unica variabile che promuove gli acquisti online. L’e-commerce del fashion funziona anche perché in rete è possibile reperire una vasta gamma di prodotti, spesso assente nei punti vendita fisici. Inoltre i siti spesso suggeriscono prodotti affini da acquistare.

SPOPOLANO ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI. Ma cosa si compra in Rete? “Se consideriamo la tipologia di prodotti acquistati online, i capi di abbigliamento (camicie, vestiti, capi spalla, jeans, pantaloni) incidono per circa il 55% e gli accessori per il 45%, con una preferenza spiccata per le scarpe – sia eleganti sia sportive – e per le borse o accessori di pelletteria”, risponde Valentina Pontiggia, Senior Advisor dell'Osservatorio. “Per quanto riguarda il genere, i capi di abbigliamento e gli accessori da donna pesano per il 50% del mercato fashion online, quelli da uomo per il 40% circa (e in crescita), quelli da bimbo per il 10%”. Quanto ai canali, gli italiani acquistano i prodotti mass market (46%) sui siti dei grandi retailer italiani e internazionali e sui marketplace generalisti, mentre per gli acquisti “luxury” (36%) si opta per i siti delle grandi Dot Com, delle vendite private, dei produttori high fashion del Made in Italy e delle boutique multi-brand.

EXPORT A +30%. Per quanto riguarda le vendite da siti italiani verso clienti stranieri, l’export dell’abbigliamento segna un +30% nel 2016, per un valore delle vendite superiore a 1,3 miliardi di euro. Il comparto trainante è quello del lusso. I compratori più forti sono inglesi, francesi, tedeschi, americani e russi: da soli coprono il 45% delle vendite Fashion che valicano i confini nazionali. Seguono, in misura minore, Cina, Giappone e America Latina. A fare la differenza sono soprattutto le Dot com a cui si deve il 69% delle vendite all’estero. Le imprese tradizionali pesano appena il 31%.