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Italdron: eccellenza italiana

Italdron: eccellenza italiana Torna a Droni, un business pronto al decollo
Venerdì, 13 Maggio 2016


Nata dieci anni fa, Italdron oggi è la prima per commesse e fatturato fra le aziende italiane che producono Apr professionali. E punta a crescere all’estero. Perché il business c’è, ma bisogna arrivare prima dei competitor. Ne abbiamo parlato con Tommaso Solfrini, Sales Manager & Business Development dell’azienda di Ravenna

Da zero a due milioni di fatturato in pochi anni, come è possibile?
Lo dicono i numeri: nel 2013 siamo partiti con poco più di 100 mila euro, raddoppiati l’anno successivo. Il 2015 si è chiuso a 940 mila euro e le previsioni per quest’anno sono di superare i 2 milioni e 700 mila euro di fatturato. Non c’è dubbio, siamo leader per commesse e giro d’affari.

Siete partiti quando nessuno conosceva i droni, non è stato un azzardo?
È vero: quando abbiamo sviluppato i primi velivoli nel 2006 quasi nessuno capiva a cosa stessimo lavorando. Una partenza difficile. La svolta è arrivata nel 2012 per il boom mediatico dei nostri video aerei sulle aree colpite dal terremoto in Emilia. Avevamo creato un mercato e dovevamo ingrandirci. Lo abbiamo fatto allacciando partnership strategiche internazionali e ci siamo affermati nel settore più redditizio, con i maggiori margini: quello dei droni per uso professionale, una tecnologia capace di abbattere i costi, ridurre il rischio umano e portare benefici tangibili.

Chi usa di più i vostri Apr?
Recentemente abbiamo lanciato il Titan 4Hse, un prodotto interamente made in Italy con funzioni di volo avanzate, elevata autonomia, sicurezza operativa, interfaccia utente e sensori ottimizzati. Viene usato soprattutto nei settori della sicurezza, dell’agricoltura di precisione, per la mappatura, la fotogrammetria e le analisi fotovoltaiche.

Quali opportunità e quali rischi esistono per chi vuole entrare oggi nel business?
Le opportunità sono praticamente infinite, basti pensare alle tecnologie di 3D reconstruction e fotogrammetria che permettono con un sorvolo e poche ore di post elaborazione di ricavare informazioni a un costo dieci volte inferiore rispetto a ieri. I rischi sono legati alla competizione internazionale: nel nostro Paese gli investitori di capitale non vedono scenari favorevoli per finanziamenti significativi, mentre ogni giorno si legge di piccole società tedesche o svizzere che vengono acquisite da grandi fondi o da colossi come Intel.

Qual è allora il modello di business vincente in Italia?
Oggi il mercato dei grandi volumi è occupato dai droni consumer, quasi tutti cinesi, progettati per scopo ludico o riprese video amatoriali. L’Italia, invece, vince quando è capace di introdurre innovazione tecnologica, design e qualità costruttiva e progettuale. Penso che la chiave del successo sia specializzarsi nel soddisfare in modo efficace esigenze specifiche, puntando a grandi clienti, ma senza perdere di vista la capacità di offrire soluzioni tailor made, ingrediente differenziante e strategico.

Cosa frena la crescita del mercato in Italia?
Può sembrare un paradosso, ma il nostro settore oggi non conosce crisi. L’unica seria minaccia è data da una normativa Enac che non viene applicata e fatta rispettare: ciò penalizza l’operatore attento alla legalità e premia quello improvvisato e privo di qualifiche. Fortunatamente i clienti non si lasciano ingannare, e le commesse di valore vengono affidate a chi sa garantire capacità e qualifiche.

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