Mario Draghi © GettyImages

Mario Draghi in occasione del suo intervento al Parlamento europeo

Mario Draghi è stato chiaro: la Banca centrale europea, che lui rappresenta, è “l’ultimo baluardo dell’euro”, l’ultimo “prestatore” per le banche solvibili; ma le misure provvisorie (lo dice la parola stessa) sono “limitate, non sono eterne, né infinite”; la Bce “può sussidiare i governi”. Intervenendo al Parlamento europeo di Bruxelles il rappresentante della Bce sottolinea il momento grave per l’Eurozona. La stretta del credito attualmente in corso, spiega Draghi, “strozza soprattutto le Pmi” e per questo serve “riparare il circuito del credito che ora non circola”.
“I prossimi giorni saranno cruciali” per l'eurozona e il completamento “della architettura” delle sue strutture, afferma convinto il presidente della Bce riprendendo il parere che circola all’interno del Parlamento Ue e riferendosi al Consiglio europeo del 9 dicembre; lì “si dovranno prendere decisioni responsabili sulla natura dell'Unione europea dei prossimi anni”. Secondo Draghi l’Euro ha bisogno di un accordo “con delle regole che, nella fattispecie dell'Eurozona, richieda anche impegni dagli Stati membri”. Un cambiamento dei trattati al momento in vigore “non va escluso” sottolinea il banchiere italiano, ma ci potrebbero essere anche “processi più rapidi” per andare verso l'integrazione fiscale che darebbe “una chiara traiettoria all'evoluzione dell'area euro, inquadrando le aspettative. Dobbiamo tenere aperte le opzioni sul processo legale esatto che porti verso una reale unione economica”.