Mario Draghi ® Ansa

Mario Draghi

“La speculazione è tornata a piede libero, i derivati circolano in misura maggiore di prima della crisi e i superbonus sono addirittura aumentati”. Niente di tutto questo. “Non siamo andati indietro”, il ritorno ad alcune pratiche è molto limitato e non generalizzato”. A poche ore di distanza il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, risponde così alle preoccupazioni lanciate dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. A conclusione dei lavori a Washington, dove ha partecipato alle riunioni del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, Draghi rassicura (indirettamente Tremonti) sui timori di chi vede riemergere lo spettro della speculazione e delle pratiche di prima della crisi adottate dalle banche, in particolare sul fronte dei mega bonus.
Sabato, prima di prendere l’aereo per l’Italia Tremonti aveva annunciato il ritorno dei “bankers”, non italiani ma soprattutto delle “grandi banche d’affari” che con i loro eccessi avevano provocato il terremoto dei mercati. “Due anni fa non c’erano – aveva dichiarato il ministro – ora sono tornati: occupano gli hotel più costosi, organizzano feste e ricevimenti”. Ieri la risposta ottimista di Draghi, che ammette solo un problema “limitato e non generalizzato. Le banche – ha spiegato – allineano molto meglio di prima le remunerazioni ai rischi”. Per Draghi, tuttavia, il sistema finanziario continua a presentare fragilità, e assieme alla disoccupazione costituisce un fattore di rischio che deprime la ripresa.
Sulle prospettive di crescita dell'Italia il ministro Tremonti ha affermato che il tasso della ripresa si è rafforzato nel secondo trimestre del 2010 e che “i recenti indicatori puntano su una ulteriore ripresa economica nella seconda metà dell'anno anche se a velocità ridotta”, con prospettive per i conti pubblici “abbastanza favorevoli”. Conferme sul secondo trimestre anche da Draghi che sottolinea, però, “un terzo meno buono. L’Italia cresce sicuramente a rimorchio della Germania che ha basato la propria ripresa sull'export ma per la prima volta anche sui consumi e sugli investimenti”. Per il governatore della Banca d’Italia la linea guida che il Paese deve seguire è chiara: coniugare la crescita con l'austerità di bilancio. “Questo dovrebbe essere il nostro obiettivo e la Germania è un grande esempio”. Ma l'austerity da perseguire oggi, ha tenuto a precisare Draghi, “è completamente diversa da quella degli anni '70. In parte è già stata avviata con alcune misure di riduzione del deficit e va perseguita analizzando la composizione del bilancio pubblico posta per posta e tagliando dov'è necessario”.