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Non si possono raggiungere gli obiettivi di crescita e di occupazione senza gli investimenti delle imprese. È quanto sottolineato dal presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, intervenuto oggi – lunedì 14 dicembre – a Roma in occasione del convegno sui 40 anni di Prometeia. Draghi, che ha sottolineato l’importanza del credito per far ripartire l’economia di un Paese (ma “in alcuni paesi l'elevato stock di prestiti deteriorati ancora ostacola una piena ripresa del credito”), ha anche invitato le imprese a puntare su ricerca e sviluppo, sullo sfruttamento delle nuove tecnologie, “nello sviluppo degli skills, nei segmenti alti delle catene del valore”.

PIÙ DETERMINAZIONE NELLE RIFORME. Nel corso dell’intervento del presidente della Banca centrale europea si è affrontato anche il problema riforme: “Sembra che in molti Paesi dell'eurozona prevalga più l'esitazione che la determinazione”, ha affermato Draghi dopo aver notato come la politica monetaria della Bce abbia creato condizioni che dovrebbero facilitare le riforme. “Il ritardo nell'attuazione delle importanti riforme strutturali, che rendono un Paese più ricco e più capace di affrontare le sfide di oggi, può avere talvolta spiegazioni politiche, mai economiche”.

LA FIDUCIA DELLE IMPRESE DIPENDE DALLE RIFORME. A giudizio di Draghi “le riforme strutturali sono chiaramente parte essenziale della questione. Al di là della domanda corrente, gli investimenti dipendono largamente dalla fiducia delle imprese sulle prospettive future: su quanto possano essere favorevoli le condizioni in cui esse svolgono la loro attività a livello micro, sulla crescita futura a livello macro”. Di fatto, ha sottolineato il presidente della Bce, “se gli ostacoli posti all'attività di impresa sono significativi o se sussiste troppa incertezza sulle prospettive di crescita, gli investimenti saranno inferiori a quanto potrebbero essere altrimenti. Per questo sono importanti le riforme strutturali”. In questa ottica, ha argomentato Draghi, “riducendo gli oneri burocratici e amministrativi, queste diminuiscono i costi di avvio di nuove attività e accrescono di conseguenza il rendimento effettivo degli investimenti”. Pertanto, ha suggerito, “incentivando una partecipazione maggiore del lavoro ed elevando la produttività, le riforme migliorano le aspettative di domanda e incoraggiano le imprese nelle decisioni di investire oggi”.