Mario Draghi © Getty Images

La politica monetaria condotta dalla Bce con il quantitative easing sta favorendo la ripresa dell’Unione europea, ma non è la panacea a tutti i mali: i governi devono proseguire sulla strada delle riforme per scongiurare tutti i dubbi sul futuro dell’Eurozona. E’ questo il senso dell’intervento del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che da Francoforte sottolinea l’importanza di cambiamento: “Bisogna rimuovere tutti i dubbi che riemergono ogni volta che c'è uno shock”. E per farlo, spiega Draghi, “dobbiamo accelerare il nostro processo di convergenza economica e istituzionale”.

Come riportato dall’Ansa, il presidente della Bce si toglie un sassolino dalle scarpe spiegando che “una politica monetaria ultra-espansiva non è un disincentivo per i Paesi dell'Eurozona a portare avanti le riforme”, ma, anzi, “crea un incentivo” a farle. Dunque esattamente l'opposto rispetto alla linea di pensiero ribadita pochi giorni fa dal presidente della Bundesbank Jens Weidmann.

L’IMPORTANZA DELL’EURO. Draghi sottolinea poi che “l'euro non è stato creato per avere creditori e debitori permanenti”, ma “con l'aspettativa che ogni Paese sarebbe stato capace di stare in piedi da solo, senza l'aiuto perenne degli altri”. E spiega che “occorre una convergenza affinchè l'Unione possa essere sostenibile: ogni economia deve essere capace di soddisfare gli standard più alti in termini di competitività, occupazione e crescita”. Infine rassicura che nell'Eurozona la situazione economica si sta “stabilmente riprendendo”, che “possiamo essere ottimisti sulle prospettive”, però conclude ribadendo: “Dobbiamo continuare a spingere sulle riforme, non possiamo cullarci sugli allori”.