L'economia italiana ha fame di industria 4.0, un mercato da 152 miliardi di dollari entro 2022 (da 67 miliardi circa nel 2016), soprattutto grazie all’intelligenza artificiale e l’automotive. Lo confermano i rispondenti a un’indagine condotta da PwC su oltre 400 aziende italiane. Per il 37% degli intervistati prevede di investire nei prossimi 5 anni sino al 3% del proprio fatturato, il 34% ha indicato di voler allocare il 4%-5% del fatturato, il 22% una percentuale superiore tra l’8% ed il 9% del fatturato, mentre il 7% investirà almeno il 10%, tassi in netta crescita rispetto a quanto le stesse aziende hanno dichiarato di aver investito negli ultimi due anni.

I processi aziendali che potrebbero principalmente beneficiare di questi progetti sono la pianificazione della produzione (24%), lo sviluppo del prodotto e la sua industrializzazione (23%), il Data Analytics (19%), l’ottimizzazione dei canali di vendita e marketing (13%) e della supply chain (14%).

INDUSTRIA 4.0 E INCENTIVI FISCALI

Il 56% delle aziende ha indicato di essere molto interessato ai benefici del piano di incentivi fiscali della Legge di Bilancio 2017, ma in molti casi mancano le competenze. Solo il 40% di chi li ha richiesti si è già mosso sui binari giusti (solo il 4% non è interessato). Ecco perché a gran voce arriva la richiesta dell'estensione temporale oltre il 31 dicembre 2017, mentre un'azienda su cinque vorrebbe l'ampliamento del parco beni agevolabile ad ambiti non strettamente collegati alla fabbrica.

In relazione alle mosse finora intramprese, tra le difficoltà il 48% dei rispondenti italiani ha indicato la comprensione delle caratteristiche che i beni devono possedere, seguito dalla difficoltà nell’abbinare queste caratteristiche al bene presente nel piano investimenti (21%), dalle difficoltà di collegamento tra beni immateriali e materiali (13%) e dei dubbi legati alla tempistica di consegna e messa in funzione del bene (8%), mentre il restante 10% non ha indicato alcuna criticità o dubbio.