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Nel 2010 la produzione industriale in Italia è tornata a crescere dopo due anni in rosso, con il 2009 che aveva registrato un vero e proprio crollo. L'Istat, infatti, misura tra gennaio e dicembre un aumento medio del 5,5% e del 5,3% se si tiene conto dei giorni lavorativi. Ma i livelli pre-crisi restano lontani: il passo in avanti non è ancora abbastanza lungo per consentire il recupero del terreno perso. Anche se il mese di dicembre fa ben sperare, con una risalita su novembre dello 0,3%, migliore delle attese. L’'industria italiana prende così boccata d'ossigeno dopo il record negativo dell'anno precedente (-18,4%) e il netto calo del 2008 (-3,5%). Anche se rispetto a due anni fa l'indice grezzo resta inferiore del 13,9%.

Non tutti i settori crescono, male i computer
Guardando ai diversi settori economici quasi tutti sono in rialzo, con incrementi sopra la media per diversi comparti tipici del Made in Italy, come le macchine utensili (+12,3%) e le apparecchiature elettriche e non (+9,1%); in positivo anche il comparto degli autoveicoli (+2,5%). Una nota negativa riguarda, invece, la fabbricazione di computer, in forte ribasso (-13,1%). Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, i dati sono “incoraggianti”, mentre il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parla di “ripresa che si conferma, anche se selettiva e moderata”.