L’Agenzia delle Entrate ha finalmente fatto circolare alcune precisazioni che torneranno utili a Caf e operatori di settore per stabilire cosa possa essere detratto nella dichiarazione dei redditi. Tra i casi in evidenza spiccano quello della mensa scolastica e quello, meno comune ma più controverso, delle spese per la fecondazione assistita.

MENSA SCOLASTICA. I genitori che si trovano a dover affrontare la spesa della mensa scolastica, quando questa non sia fornita direttamente dalla scuola ma da soggetti terzi (ad esempio il Comune o da società private), potranno detrarre la spesa indicando nelle ricevute di pagamento o sui documenti di spesa il nome dell’alunno che gode del servizio e della scuola frequentata; in mancanza di bonifici o altri mezzi utili a tracciare la spesa, sarà necessario richiedere una attestazione. La richiesta di questo tipo di certificazione non necessiterà dell’applicazione di un’imposta di bollo.

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA. A rientrare nelle agevolazioni sono anche le spese legate alle misure di riqualificazione energetica: via libera dunque alla detrazione delle cifre investite nell’installazione di un contatore individuale nei condomini; nella ristrutturazione e nel recupero edilizio degli immobili finalizzato al risparmio di energia (in questo caso la detrazione copre fino al 50% in importi massimi di 96 mila euro); nella sostituzione degli impianti di climatizzazione con caldaie a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza: in quest’ultimo caso le detrazioni raggiungono percentuali importanti, pari al 65% su spese massime di 30 mila euro.

SPESE SANITARIE E BONUS IRPEF. Tra le spese sanitarie detraibili sono state inserite quest’anno anche gli investimenti sulla crioconservazione di ovociti e embrioni per la fecondazione assistita, anche se svolta all’estero, purché attuata per casi previsti dalla legislazione italiana. Ultimo elemento dubbio chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate, il caso delle agevolazioni previste perlavoratori dipendenti, ricercatori e docenti: il bonus Irpef (nei modelli UnicoPf/2016 e 730/2016), se non riconosciuto dai datori di lavoro, può essere fruito direttamente in dichiarazione dei redditi, barrando nella casella “Casi particolari” il codice 1 (per i dipendenti) o 2 (per docenti e ricercatori).