Falsificare banconote e monete è forse diventato un business meno appetibile: secondo quanto risulta dal rapporto del dipartimento del Tesoro, nel 2015 le denunce per sospetta contraffazione pervenute all’Ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento (Ucamp) sono decisamente diminuite.

I DATI DEL RAPPORTO. Il rapporto è frutto dell’elaborazione delle oltre 286 mila segnalazioni ricevute dall’Ucamp per banconote e monete ritenute false. Un fenomeno, questo, che appare in forte diminuzione, per casi di denuncia e in termini di controvalore. L’anno scorso, infatti, sono state ritirate o sequestrate 216.089 banconote e 69.922 monete, in importante calo rispetto al 2014 (-67% per le banconote e -81% per le monete). I tagli da tenere sotto controllo sono come sempre i 20 (81.153 pezzi) e i 50 euro (52.573 pezzi); quasi la metà delle monete tolte dalla circolazione sono invece da 2 euro (31.374 pezzi). In totale, il sospetto falso in banconote è stato pari a 7.295.855 euro; 69.803 euro quello in moneta.

SEQUESTRI RECORD. A contribuire al calo delle segnalazioni dei falsi, che si attesta sul -70%, sono stati senza dubbio i sequestrirecordeffettuati dalle Forze dell’ordine tra il 2013 e il 2014, che hanno impedito la messa in circolo del denaro contraffatto; sequestri e ritiri dei falsi in circolazione, invece, sono diminuiti del 6%, aumentando però di un 2% in termini di valore. I ritiri sono avvenuti prevalentemente in banca per quanto riguarda le banconote, mentre ad occuparsi di individuare le monete false sono state in particolare le agenzie di custodia e trasporto denaro per le monete; le regioni che “godono” del primato per le segnalazioni sono Lombardia, Veneto e Lazio, mentre a livello nazionale il fenomeno è statisticamente più diffuso a Nord-Ovest.