Mario Draghi

Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea © Bce

Si è rivelato inferiore alle attese, il primo round del Tltro, Targeted long term refinancing operations, il maxi prestito alle banche - a 4 anni concesso allo 0,15% e condizionato all’erogazione di prestiti all’economica reale - previsto dal piano messo in campo dalla Bce per dare un nuovo impulso all’Eurozona.

Le previsioni stimavano che nella prima tornata le richieste degli istituti di credito si sarebbero attestate tra i 100 e i 150 miliardi di euro, invece, sono soltanto 82,6 i miliardi di euro assegnati dalla Banca centrale europea a 255 banche.

Di questi, sono 23 i miliardi andati a istituti italiani.

A determinare questo gap hanno contribuito diversi fattori. Tra i più importanti: la possibilità diaccedere a finanziamenti con tassi inferiori degli istituti di credito che hanno sede in Paesi a minor rischio di credito come la Scandinavia e la Germania e il fatto che soltanto il 17 ottobre verranno resi noti i risultati degli dei test di vigilanza in corso su 128 tra le più importanti banche europee in previsione dell’avvio della vigilanza unica previsto per il 4 novembre prossimo.

Ha certamente influito anche il fatto che resta debole la domanda di “credito buono” da destinare a nuovi progetti e investimenti a causa delle difficoltà con le quali si stanno scontrando le imprese europee, che con il cambio dell’euro fermo a 1,29 faticano a reggere il confronto con i competitor asiatici e americani.

La prossima asta si terrà l'11 dicembre, ma i termini per farne richiesta scadono il 20 novembre prossimo.