Christine Lagarde

Christine Lagarde, nuovo direttore generale dell'Fmi

Revisione al ribasso per le stime di crescita italiane da parte del Fondo monetario internazionale. Secondo la bozza del World Economic Outlook, anticipata dall'Ansa , l’Fmi di Christine Lagarde prevede un -0,2% rispetto alle stime di giugno per il Pil 2011 dell’Italia (dall’1% allo 0,8%) e un -0,6% per il 2012 quando la crescita sarà solo dello 0,7%. Il Fondo monetario internazionale registra l’impegno del nostro Paese che “ha recentemente rafforzato molto il proprio programma fiscale di medio periodo”, ma “il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, che è l'obiettivo del governo, richiederebbe alcune misure addizionali”. In quest’ottica l’Fmi accoglie con fiducia la recente stretta adottata dall’Italia e l'impegno a portare avanti alcune delle misure per il consolidamento di bilancio.
Il rallentamento alla crescita, però, non riguarda solo l’Italia. Il Pil mondiale avanzerà quest'anno del 4,2% e il prossimo del 4,3%, con una riduzione rispettivamente di 0,1 e 0,2 punti percentuali rispetto alle ultime stime di giugno. A rallentare sono soprattutto le economie avanzate, mentre continuano a tenere i paesi emergenti e in via di sviluppo.
Per quanto riguarda l’Europa nel 2011 la crescita si fermerà all'1,9% (-0,1% rispetto a giugno), mentre per il 2012 la revisione al ribasso è di 0,3 punti all'1,4%. In particolare la Francia crescerà nel 2011 dell'1,8% e nel 2012 dell'1,6% (-0,3 punti per tutti e due gli anni), la Germania trova invariate le stime per il 2011 (+3,2%), ma vede tagliate di 0,4 punti (al +1,6%) quelle per il 2012; in Spagna invece le stime scendono dello 0,1% (+0,7% nel 2011) e dello 0,3% per il 2012 (+1,3%). Ma è oltreoceano dove si registra il calo maggiore: gli Stati Uniti vedono tagliate le stime di crescita di quasi un punto percentuale (ora a +1,6% per il 2011) e dello 0,7% per il 2012. Per gli Usa, sottolinea il Fondo monetario internazionale, “la prima priorità è di avviare presto un piano di riduzione del deficit nel medio periodo”.
Quindi? Siamo tutti sulla stessa barca? Forse, ma l’Fmi segnala le difficoltà di Italia e Spagna a riprendere il ritmo di produzione pre-crisi, rispetto alla maggior parte delle economie avanzate e di quelle emergenti.