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Save the date: 18 settembre. E' questo l'appuntamento con la prima asta "Tltro" a cui ne seguirà un'altra a dicembre: sulle banche europee arriveranno dunque nei prossimi mesi tra i 350 e i 400 miliardi di euro.

All'Italia di questa torta spetteranno 75 miliardi (già prenotati una sessantina) a prezzo praticamente stracciato: 0,25%. Ossigeno per le imprese nostrane in difficoltà di liquidità? Forse.

Perché di fronte alla stretta del credito denunciata anche da Confcommercio, è lecito dubitare: per le prime due aste non ci saranno incentivi a impiegare questi soldi che, ricordiamo, nelle intenzioni dell'Ue serviranno per prestiti a famiglie e imprese (esclusi i mutui immobiliari per volontà della Germania).

Solo dalla terza asta, chi più "darà" più potrà chiedere all'Europa. Anche in questo caso, però, sarà facile aggirare i parametri europei, almeno secondo Angelo Baglioni di lavoce.info : «Il pericolo che anche le Tlltro si traducano in una nuova ondata di prestiti Bce usati per comprare titolo di Stato è elevato», dice a Repubblica .

Anche perché le pene sono molto lievi: in caso non si rientri nei parametri, bisognerà rimborsare i prestiti nel settembre 2016 invece che alla naturale scadenza del 2018.

Fino al 2016, ci saranno poi altre sei aste per un totale di mille miliardi di euro (200 per l'Italia): abbastanza per far ripartire il sistema Paese. Banche permettendo.