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Mario Monti

Lunedì 5 dicembre la nuova manovra correttiva, la prima del governo Monti, sarà in Consiglio dei ministri. Lo confermato lo stesso presidente del Consiglio che parla di un intervento orientato a “rigore, crescita ed equità”. Il valore del pacchetto di misure, che dovrebbe arrivare ‘blindato’ per il voto in Parlamento, sarà verosimilmente da 20 miliardi, compresi i 4 previsti per la delega fiscale: serve infatti correggere i conti pubblici anche sulla base degli alti rendimenti assegnati per i titoli di Stato e sulle previsioni negative per il 2012 annunciate dall’Ocse. Mario Monti assicura “riforme strutturali”, una “vasta operazione di politica economica” che possa ridurre il disavanzo “già nel breve termine”, in modo da essere sicuri che, anche in caso di peggioramento del ciclo, sia assicurato l'obiettivo del pareggio bilancio.
L’EQUITÀ accennata dal premier è testimoniata anche dalla recente stretta sui vitalizi per i parlamentari, ma è molto probabile che il “RIGORE” peserà anche sui cittadini. In queste ore si va infatti definendo meglio il pacchetto di interventi legati alla previdenza: allo studio blocco totale del recupero dell'inflazione per le pensioni per il 2012 e l'aumento di due punti delle aliquote per i lavoratori autonomi (ora al 20-21% molto inferiore rispetto al 33% dei dipendenti) per fare cassa. Poi aumento dell'età per le pensioni di anzianità anche oltre i 40 anni, un anticipo delle misure previste per portare l'età delle donne a 65 anni (ora prevista al 2026 che invece sarebbe al regime nel 2020). Senza dimenticare che l’Europa richiede una maggior flessibilità in uscita nel mercato del lavoro (articolo 18).
Per quanto riguarda la delega fiscale il percorso è tracciato: entro fine gennaio 2012 dovrebbe esserci l'approvazione della delega. In ogni caso se non si metterà mano alla revisione e al taglio delle agevolazioni fiscali entro il 30 settembre 2012, scatterà automaticamente il taglio lineare per 4 miliardi di euro il prossimo anno di 16 miliardi nel 2013. Ma il tavolo presieduto da Vieri Ceriani, ora sottosegretario all'Economia, sta ancora ragionando per evitare un taglio generalizzato su tutte le voci.
CRESCITA. Attese, oltre ai probabili interventi su Ici, patrimoniale e aumento dell’Iva, misure come liberalizzazioni (ordini professionali), privatizzazioni (5 miliardi l'anno) accompagnati da misure per favorire l’ingresso di giovani e donne nel mercato del lavoro.