Seconda solo alla Germania nel disegno industriale e quarta nei marchi, dopo tedeschi, statunitensi e britannici. L’Italia continua ad accrescere il peso europeo dei propri brevetti. In base ai dati forniti dall’Uami – agenzia dell’Unione europea che gestisce i marchi e il design industriale per il mercato interno – mentre Germania e Regno Unito, che restano davanti, hanno visto diminuire la percentuale di domande di registrazione presentate all’ente, il nostro Paese negli ultimi due anni è passato dal 7,48 al 7,79% (L'infografica).
“L’Italia rimane di gran lunga uno dei migliori contribuenti in termini di innovazione”, ha spiegato a Il Sole 24 Ore Antonio Campinos, presidente di Uami. “In Italia il 26,8% di tutti i posti di lavoro e il 40,8% del Pil nazionale sono generati da imprese altamente innovative. Un dato sopra la media Ue, che è al 25,9% in termini di occupazione a l 38,6% sul fronte del contributo al Pil europeo”.