Covid-19, l'allarme dei commercialisti: "In Italia si perdono 85-100 miliardi al mese"

Serrande chiuse in una strada di Albino, in provincia di Bergamo. Secondo l'analisi del Consiglio nazionale dei commercialisti, le attività chiuse in Italia per l'emergenza coronavirus sono il 34% del totale (foto Getty Images)

Al conto inarrestabile delle vittime umane che ogni giorno ascoltiamo con la pena nel cuore, bisogna aggiungere la sofferenza per lo stato comatoso in cui versa parte l’economia del Paese.

C’è chi parla addirittura di strage di imprese alla luce di un crollo del 60-70% del pil, pari a 85-100 miliardi di euro al mese nel periodo del lockdown. A dirlo è è il Consiglio nazionale dei commercialisti italiani. Questo perché sono state chiuse il 34% delle attività (in base al pil espresso), il 24% lavorano a ranghi ridotti e il 42% non hanno bloccato la loro produzione.

I numeri delle stime sono impietosi: dei 1.787 miliardi di euro di pil 2019, 754 miliardi sono riconducibili ad attività di settori economici giudicati essenziali, 615 miliardi sono riconducibili ad attività di settori economici chiusi per coronavirus; 418 miliardi sono riconducibili ad attività di settori economici parzialmente chiusi. Il Consiglio fa osservare che occorre un maggior coraggio e una migliore capacità di visione per l’economia italiana nel post-pandemia.