Un mappamondo colorato in modo diverso dal solito, con tanti Paesi sulle tonalità del rosso, alcuni più chiari e pochi in verde. Si presenta così la Country Risk Map 2013 ovvero la mappa del mondo dipinta da Sace in base al profilo di rischio di 189 Paesi emerso dall’analisi di otto rating - tra cui il mancato pagamento (articolato in rischio sovrano, bancario, grandi imprese e Pmi), instabilità normativa (rischio di esproprio, violazioni contrattuali, conversione e trasferimento valutario) e violenza politica.
Un quadro globale utile per guidare le imprese nelle loro strategie di internazionalizzazione segnalando le aree del mondo più rischiose (quelle rosse), un mappamondo indispensabile al giorno d’oggi visto il perdurare della crisi dei mercati finanziari che ha stabilizzato i rischi di mancato pagamento e di instabilità normativa su livelli elevati. Il profilo di rischio di mancato pagamento dei mercati avanzati, che peggiorano, si avvicina infatti a quello dei mercati emergenti mentre gli indicatori di governance si deteriorano ovunque, con un’instabilità normativa molto più elevata in Africa sub-sahariana.
Ma l’analisi di Sace rileva che i rischi a essere maggiormente peggiorati nel 2012 sono quelli legati alla violenza politica a causa dell’esplodere di conflitti geopolitici e del radicalizzarsi di tensioni socio-economiche. Una preoccupazione, quest’ultima, che non riguarda più solo Medio Oriente e Nord Africa ma si diffonde a livello globale anche nei mercati avanzati.
L’anno che stiamo attraversando è quindi ad alto rischio per le attività di business all’estero e buone notizie non arrivano nemmeno dall’Italia, classificata con profilo di rischio medio. Meglio pensare di investire in Svizzera, Norvegia, Canada o Australia. Restano invece “off limits” Nord Corea, Somalia, Zimbabwe.

Scarica la mappa o guardala su www.sace.it