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«Ottomila Comuni sono troppi, bisognerebbe pensare ad una riduzione che renda più facile il coordinamento». Così Carlo Cottarelli, commissario alla Spending review, annuncia una sforbiciata agli enti locali.

«Questo faceva già parte delle misure di riduzione della spesa», ricorda l' "uomo degli tagli" del governo, «e renderebbe più facile il coordinamento. Ma poi non si è più tornati sull’argomento. I Comuni per poter risparmiare devono investire, occorre dare priorità a degli investimenti che consentano il risparmio da parte delle pubbliche amministrazioni. Abbiamo lavorato con il Mise sull’efficientamento dell’illuminazione delle strade: il rendimento è tale che nel giro di un paio di anni si ripagherà l’investimento. Bisognerebbe prevedere un meccanismo premiale per i Comuni che si mettono assieme».

NUOVE TECNOLOGIE. Il commissario, che ha annunciato che rimarrà in Italia fino a fine mese prima di tornare al suo incarico al Fmi, ha parlato anche delle vie per risparmiare grazie alle nuove tecnologie: «L'Ict può migliorare la gestione delle risorse pubbliche cambiando le modalità di servizi offerti dalla Pa che così risparmia anche carta; migliorando le informazioni per la gestione dei servizi pubblici; migliorare il targeting per le famiglie, come la cartella clinica digitalizzata; con una migliore e maggiore informazione». Si tratterebbe di risparmi fino a 300 milioni di euro.

In Italia, però, anche questo campo può aprire il campo a sprechi: «Ci sono circa 300 Ced (Centri per l'elaborazione delle informazioni, ndr) dell'amministrazione centrale, si può arrivare a 4-5 con risparmi di 260-300 milioni dalla centralizzazione», l'affondo di Cottarelli. «la digitalizzazione secondo la Ragioneria dello Stato costerà 3 miliardi, secondo altri 5,5: si tratta di chiarire quanto si spende, c'è una certa incertezza».