Così la Silicon Valley si è comprata il mondo. Apple vanta oggi 250 miliardi di dollari di investimenti, dai Treasury americani a corporate bond praticamente in tutto il mondo fino ai mutui (Abs). L'azienda nata dal genio di Steve Jobs è praticamente uno dei fondi di investimento più grandi al mondo, una holding finanziaria globale che vale il 25% del fondo sovrano più grande al mondo (Norvegia). E l'ammontare dei suoi investimenti porta il 72% dell'attivo di bilancio di Cupertino. I prodotti? Servono solo a portare flussi di liquidità. 

Così la Silicon Valley ha «comprato» il mondo

Per avere un'idea più precisa, ricostruisce il Sole 24 ore, Apple ha 184 miliardi di investimenti a lungo termine e 58 miliardi in bond a breve, cui si aggiungono 18 miliardi di cassa liquida. Non è solo il 70% dei movimenti di bilancio, ma anche il doppio del patrimonio netto (132 miliardi) e il triplo del debito). Quando è accaduto tutto questo? In meno di dieci anni, visto che nel 2008 la Mela aveva investimenti solo per 23 miliardi.

C'è quindi lo zampino di Tim Cook, anche se tutte le Big Tech si sono comportate nello stesso modo.  Google (oggi Alphabet) tra investimenti a breve, a lungo termine e cassa controlla 100 miliardi (60% del bilancio). Facebook è partita dopo e per ora ha investito "solo" 29 miliardi che portano metà delle attività a bilancio. Amazon controlla 8,2 miliardi (e ha 13 miliardi in cassa), mentre eBay somma 6,4 miliardi a breve e 4,8 a lungo alla liquidità di 2,6 miliardi. E Microsoft? punta sul rischio basso ma con la bellezza di 121 miliardi su un bilancio di 241. 

La produzione di beni e servizi hi tech in nome dell'innovazione non è più, dunque, l'attività principale per queste aziende che sono - almeno per metà dei loro conti - dei grandi fondi di investimento. Insieme, mettono insieme mezzo miliardo di dollari, il doppio di tutta Piazza Affari (e un decimo del gigante Blackrock). E nemmeno una nuova crisi può spaventarli davvero.