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Cari evasori, attenti a come usate il telefono. La novità, a dire il vero, riguarda tutti noi perché a partire dal 23 gennaio 2013, i gestori di telefonia fissa e mobile saranno tenuti a comunicare all’anagrafe tributaria i dati relativi ai nostri consumi telefonici e alla connessione Adsl. Questo significa che il fisco avrà uno strumento in più per verificare, attraverso il controllo delle nostre abitudini, l’attendibilità delle dichiarazioni dei redditi. Tuttavia restano forti perplessità relativamente all’aspetto della privacy. Oltre al fastidio che comporta la consapevolezza di essere costantemente monitorati, si pone un problema spinoso legato alla sicurezza dei minori. Il pubblico più giovane, infatti, è particolarmente incline all’acquisto di gadget, suonerie, musica e applicazioni. Un cattivo funzionamento del sistema di gestione dei dati potrebbe mettere a disposizione degli hacker informazioni di carattere commerciale che agevolerebbero raggiri e truffe.
A questo scopo i tecnici hanno lavorato per incrementare l’impenetrabilità della piattaforma Entrantel, che invia i nostri dati agli operatori finanziari, affinché si possa procedere ai controlli incrociati. Questa operazione è stata sollecitata dal Garante della Privacy per proteggere le informazioni che ci riguardano, dal momento che in passato sono state riscontrate alcune criticità. Sarà il futuro a decretare se i provvedimenti adottati per proteggere la nostra vita privata saranno realmente efficaci. E, naturalmente, staremo a vedere anche se il controllo sulle telecomunicazioni si rivelerà uno strumento idoneo a “pizzicare” qualche dichiarazione dei redditi mendace in più.