Non solo l’abbigliamento e le calzature; anche i giocattoli, il settore alimentare e quello farmaceutico subiscono danni dal mercato del falso che, per l’Italia, equivale a un ammanco di circa 2 miliardi di euro in gettito fiscale e 110 mila posti di lavoro in meno. Il dato è stato ribadito da Cristiana Muscardini, vicepresidente della commissione Commercio Internazionale al Parlamento europeo, in occasione del Seminario Contraffazione e sicurezza dei prodotti , svoltosi alla Provincia di Milano e organizzato dalle fondazioni RES e New Direction. “Il governo – ha spiegato Muscardini – ha bisogno di un miliardo per evitare l’aumento dell’Iva mentre la contraffazione porta a un mancato gettito fiscale di 1,7 miliardi, che se si considera l’indotto arriva a 4, perciò la mancanza di una seria ed efficace lotta alla contraffazione è un danno per tutti gli italiani”.
La Lombardia, ha aggiunto la parlamentare europea, è la regione con il più alto giro di affari nella contraffazione (studio dell’Università Cattolica per conto del Viminale) e solo il 6% dei consumatori è consapevole che farmaci e medicinali possono essere contraffatti. “Deve esserci la tracciabilità – ha continuato Muscardini – come esiste già per le carni e altri prodotti agricoli e l’opposizione di governi come la Germania e i paesi del Nord alla denominazione d’origine dei prodotti mina la validità del regolamento per la sicurezza dei prodotti che il Parlamento ha già in parte votato in seno alla commissione per il Commercio Internazionale. L’Italia – conclude Muscardini - si muova finalmente in modo sinergico e si adoperi anche per rimodernizzare il proprio sistema portuale e per ottenere l’armonizzazione dei sistemi doganali altrimenti continueremo a subire l’illegalità e gli interessi degli altri”.