Il limite all'uso di contanti sparisce o quasi. Anzi, si allinea con gli standard europei attestandosi al tetto di 3 mila euro. E' questo il contenuto dell'accordo tra Ncd e Pd per modificare la norma Bersani che avere fatto del Belpaese un nemico delle banconote. La mozione è stata approvata alla Camera con 288 sì contro 83 no e 3 astenuti su 374 votanti. «Ci sono undici Paesi in Europa che non hanno limitazione del contante, come l'Austria che è un paese di confine», sottolinea l'ex ministro MaurizioLupi, «occorre eliminare la finzione che nel nostro Paese l'emissione del contante porta evasione fiscale. L'evasione fiscale si combatte emettendo le fatture. La nostra proposta incentiva i consumi e siccome non viviamo sulla luna non a caso abbiamo citato l'Austria. Siamo in Europa e ci adeguiamo alla media Ue».

ANDAMENTO ALTALENANTE. A spingere per la modifica normativa erano stati anche i dati della Cgia di Mestre, riportati da ItaliaOggi , che avevano smentito il luogo comune del legame tra contanti ed evasione: «Negli ultimi 7 anni di crisi l’incremento percentuale è stato del +30,4%, a fronte di una variazione dell’incidenza delle banconote sul pil del +2,4% e di un aumento dell’inflazione che ha sfiorato il 10, dice il centro studi, «tra il 2000 e il 2012 (ultimo anno in cui i dati sono disponibili), a fronte di una soglia limite all’uso del denaro che è rimasta pressoché stabile fino al giugno 2008, l’evasione ha registrato un andamento altalenante fino al 2006 per poi scivolare progressivamente fino al 2010. Se tra il 2010 e l’anno successivo l’asticella del limite al contante si è ulteriormente abbassata (passando da 5 mila e 1 mila euro), l’evasione, invece, è salita fino a sfiorare il 16% del pil, per poi ridiscendere nel 2012 sotto quota 14%».

FUGA DALLE BANCHE. Dunque non esisterebbe una stretta correlazione tra l’uso denaro contante ed evasione fiscale. «Il diffusissimo uso del contante è correlato al fatto che in Italia ci sono quasi 15 milioni di unbanked, ovvero di persone che non hanno un conto corrente presso una banca», dice Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, «un record non riscontrabile in nessun altro Paese d’Europa. Non avendo nessun rapporto con gli istituti di credito, milioni di italiani non utilizzano alcuna forma di pagamento tracciabile, come la carta di credito, il bancomat o il libretto degli assegni. Questa specificità tutta italiana va ricercata nelle ragioni storiche e culturali ancora molto diffuse in alcune aree e fasce sociali del nostro Paese. Non possiamo disconoscere che molte persone di una certa età e con un livello di scolarizzazione molto basso preferiscono ancora adesso tenere i soldi in casa, anziché affidarli ad una banca. Del resto, i vantaggi economici non sono indifferenti, visto che i costi per la tenuta di un conto corrente sono in Italia i più elevati d’Europa».

Il tetto all'uso del contante negli altri Paesi Ue:

- Francia 3.000

- Belgio 3.000

- Spagna 2.500

- Grecia 1.500

- Portogallo 1.000