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Crisi o non crisi? L’Italia dopo un biennio nero, nel quale i consumi sono calati in media di oltre due punti percentuali, è ancora in convalescenza e lo sarà per tutto il 2011. Questo quanto emerge dal “Rapporto Consumi 2010” dell’Ufficio Studi Confcommercio. Secondo il Rapporto nel biennio 2008-2009 i consumi pro capite hanno subito una riduzione media annua del 2,1%, a causa della quale sono sprofondati addirittura ai livelli di dieci anni fa. Gli Italiani hanno dovuto tirare la cinghia ma, nonostante il perdurare della crisi e la riduzione del reddito disponibile, si sono dimostrati vitali e reattivi adottando un comportamento di spesa che ha permesso loro di contenere al massimo la perdita di benessere patita: basta con gli sprechi, maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo e ricorso anche a quote di risparmi. Tra le voci di consumo le rinunce maggiori si sono registrate nelle spese per le vacanze (spese del 3,2%), per i pasti, in casa, quanto fuori casa (-3,2%), per le spese legate alla mobilità e alle comunicazioni (-3,1%) e per l’abbigliamento (-3,1%). Di contro, hanno tenuto le spese per la salute (+2,5%), per elettrodomestici e IT domestico (+2,4%) e quelle per beni e servizi per la telefonia (+0,4%).

2011, anno di convalescenza

A conti fatti, quindi quello che si è appena concluso è stato un anno difficile per gli Italiani, costretti a razionalizzare le spese. E il 2011? Secondo Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio, dopo un 2010 difficile per l’economia e le imprese “si rischia che il 2011 sia ancora un anno di convalescenza”. “E per il 2012 infatti che le nostre previsioni segnalano elementi di più robusta ripresa con una crescita dei consumi dell’1,6%, sorretta dal patrimonio di fiducia delle famiglie che, durante e dopo la crisi, hanno sempre mostrato capacità di reazione e vitalità. Per questo, occorre accelerare ed intensificare tutte le azioni, le politiche, le riforme utili al rafforzamento della crescita, della produttività, della competitività ed al riassorbimento della disoccupazione”. Ma Sangalli non si limita a fotografare la situazione, espone anche una ricetta per uscire dalla crisi: “In questo contesto - conclude infatti il presidente di Confcommercio - resta aperta la questione di una progressiva e compatibile riduzione della pressione fiscale complessiva. È questa la via maestra per ridare fiato ai consumi delle famiglie ed agli investimenti delle imprese”.