Non è l’ambiente ideale per far prendere quota all’incremento del Pil italiano. È questo il giudizio del Centro studi di Confindustria, che predica cautela sulla ripresa dell’economia del nostro Paese. Facciamo chiarezza: nonostante l’inizio del 2016 per l’economia globale sia stato all’insegna di turbolenze, con condizioni finanziarie più restrittive, il quadro resta comunque favorevole.

PRESTITI CON IL CONTAGOCCE. Se la caduta del prezzo del petrolio darà un ulteriore spinta al reddito disponibile nei Paesi consumatori – per l’Italia vale uno 0,2% di Pil in più quest’anno – a zavorrare la ripresa nel nostro Paese è, secondo Confindustria, l’erogazione dei prestiti alle imprese. Il credit crunch è stato sì allentato, ma la stretta regolamentare sui requisiti di capitale delle banche e l’entrata in vigore del bail-in (che è più penalizzante per l’Italia) saranno un ostacolo serio per la risalita dell’attività economica.

PREVISIONI: PIL E PRODUZIONE INDUSTRIALE. Il Pil italiano continua ad avanzare a ritmo lento: +0,3% trimestrale in autunno (stima Csc), dopo il +0,2% in estate. Conferme della tendenza per l’avvio del 2016 vengono dagli indicatori qualitativi (fiducia, Pmi) e da evidenze aneddotiche. Tuttavia, l’esperienza recente di ampio divario tra questi ultimi e le statistiche ufficiali suggerisce cautela nelle valutazioni. In novembre l’anticipatore Ocse per l’Italia è avanzato per il 3° mese di fila (+0,02% da +0,04%) e indica che il recupero del Ppil proseguirà anche nei prossimi trimestri. La produzione industriale è salita dello 0,1% in dicembre (stima Csc), dopo il -0,5% in novembre; +0,2% nel 4° trimestre. Gli ordini nel pmi manifatturiero (Markit) danno robusta espansione: +1,2 punti in dicembre (a 58,0), grazie alla domanda interna. Le attese di produzione (Istat) calano da alti livelli (saldo a 11 in gennaio; 13 nel 4° trimestre da 11 n el 3°) e confermano recuperi lenti. Il pmi servizi è in forte progresso a dicembre: a 55,3 da 53,4; 54,0 nel 4° trimestre, +0,7 sul 3°.