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Emma Marcegaglia al fianco del premier Silvio Berlusconi

In un momento delicato per la crescita economica del nostro Paese gli imprenditori fanno quadrato e si danno appuntamento a Bergamo per sabato 7 maggio quando 5-6mila imprenditori discuteranno insieme per capire come fare impresa, come intervenire sulle relazioni industriali; per redigere un'agenda di poche, ma chiare priorità e su quella far muovere gli imprenditori. Sarà l'Assise generale di Confindustria, la seconda nella storia dell'associazione dopo quella del 1992. “Un momento che- spiega il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia - ricordiamo tutti drammatico, con tangentopoli, in una fase di grande cambiamento. Non intendiamo far nascere un nuovo partito politico. Non ci sarà Berlusconi e Montezemolo verrà come imprenditore”, aggiunge ancora Marcegaglia. Solo imprenditori, quindi, per dare un segnale forte a un “Paese che cresce poco. Se continua a crescere dello 0,8%-1% non riusciamo ad assorbire occupazione, non riusciamo a crescere”. Per il presidente di Confindustria l’Italia “deve tornare al 2%” perché sul fronte della crisi “il peggio, la parte più intensa è alle spalle”. Non mancano segnali positivi, ma “siamo in una fase di crescita lenta, di recupero basso di occupazione, ed anche produzione industriale e export dopo primi mesi buoni stanno rallentando”. Una fase “ancora difficile e rallentata. Non si può sforare sui conti pubblici - dice la leader degli industriali - occorre investire su poche cose fondamentali e su questo ci siamo sempre battuti”. E così, mentre si attendono le mosse del governo sul decreto per lo sviluppo economico, gli imprenditori si muovono da soli, alla ricerca di risposte che la politica non sembra in grado di dare.
Ma l’Assise di sabato sarà anche un momento di confronto interno, perché “anche Confindustria deve cambiare – spiega Marcegaglia – Dobbiamo capirci bene su come andare avanti sulle relazione sindacali. È indicheremo su poche cose prioritarie quale è l'agenda che proponiamo alla politica. A partire da una riforma del fisco : l’idea è che bisogna ridurre il peso fiscale su chi tiene su questo Paese: i lavoratori e le imprese”.

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