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Nuove stime al ribasso per il Centro Studi di Confindustria che ammette di essersi fidata troppo, “con ottimismo superiore alla media”, dei primi segnali di rilancio registrati lo scorso dicembre. Per gli economisti di Confindustria i consumi nel 2011 segneranno una crescita dello 0,8%, rispetto all'1% del 2010, mentre nel 2012 si tornerà al punto percentuale. Si prevede anche un’impennata dell'inflazione, “spinta da energia e alimentari”, che per quest'anno è prevista al rialzo al 2,6% (nel 2010 era dell’1,5%), mentre nel 2012 scenderà al 2%. Stabile, invece, il tasso di disoccupazione, pari all'8,4%, che nel 2012 dovrebbe scendere all'8,3%.
Purtroppo, però, come segnalano da viale dell’Astronomia, “la stella dell'economia italiana non sta brillando” e, nonostante si consideri “pienamente efficace” la manovra effettuata sui conti pubblici si chiede al governo di “varare subito misure strutturali”, soprattutto di natura fiscale. Confindustria chiede “misure che siano credibili” e, citando “i documenti dello stesso governo” avverte: senza riforme “diverrebbero necessarie manovre aggiuntive per l'1% del Pil al 2014, cioè altri 18 miliardi oltre ai 39 previsti. E anche la modesta crescita verrebbe dimezzata allo 0,6% già nel 2012”.