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John Elkann

Dopo l’annuncio di Sergio Marchionne, che anticipava la decisione di Fiat di uscire da Confindustria dal prossimo 1° gennaio 2012, il gesto di John Elkann era atteso; ma le dimissioni del presidente Fiat dalla vicepresidenza di Viale dell'Astronomia arrivano con ben tre mesi d’anticipo. In una lettera indirizzata al presidente Marcegaglia, datata 6 ottobre (e scoperta solo poche ore fa), Elkann spiega: “Avevo maturato l'intenzione di portare a termine gli impegni associativi fino a quella data (1° gennaio 2012, ndr ). Ma la stima che mi lega a te e il rispetto che nutro nei confronti di Confindustria mi inducono a un gesto di ulteriore chiarezza, lasciando da oggi stesso l'incarico che mi era stato assegnato, nell'interesse dell'autonomia e dell'indipendenza dell'associazione”.
Dall’organizzazione degli industriali la notizia era già stata ‘digerita’ ormai da tempo e così Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria e candidato alla successione di Emma Marcegaglia, giudica “coerente” la decisione di John Elkann, ma auspica “un ripensamento della Fiat”, e che “ci sia una normalizzazione dei rapporti e la possibilità di continuare a collaborare come abbiamo fatto per cento anni”. Preoccupazioni per una fuga di massa? Bombassei minimizza: “Quando qualcuno fa qualcosa di clamoroso c'è una pletora di persone che seguono. Ci sono tanti che vogliono fare i piccoli Marchionne e vogliono vivere un momento di celebrità. C'è qualche azienda che sbandiera l'uscita, ma ce ne sono anche ogni anno tre o quattro che entrano in Confindustria. C'è chi va e chi viene. Siamo un'associazione libera, rispettiamo le scelte di tutti”. Ma dal vicepresidente per le Relazioni industriali arriva anche un richiamo all’associazione: “Dobbiamo fare un po’ di autocritica. Confindustria ha bisogno di rinnovarsi, ma dobbiamo farlo in maniera più decisa”.