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La vera novità è che, per la prima volta, anche l’e-commerce registra gravi perdite. Il saldo negativo registrato dall’Osservatorio Confesercenti per i primi due mesi del 2014, purtroppo, non è una notizia. Gli effetti del 2013, definiti “devastanti” dagli analisti dell’associazione, condizionano anche la partenza di quest’anno che vede ben 29 mila cessazioni a fronte di 11.413 aperture nei tre comparti commercio, intermediazione e turismo. È il dato più basso, per quanto riguarda il primo bimestre, degliultimi 40 anni. A chiudere sono state soprattutto donne e imprenditori over 50; ad aprire con maggior frequenza, invece, giovani e stranieri.

Un’altra grande novità è data dal commercio su area pubblica, il cosiddetto ‘ambulante’, che fino a oggi aveva mostrato un andamento anticiclico: segna questa volta un saldo negativo (-529), così come il già citato comparto dell’e-commerce (-389 imprese). A raggiungere il peggior risultato, fra i comparti esaminati, è però il commercio al dettaglio in sede fissa dedicato al No Food: con meno di tremila aperture e più di 11 mila chiusure, questo presenta un saldo negativo di ben 8.315 imprese. Nei settori tradizionalmente legati al turismo, invece, è la ristorazione a soffrire più di tutti, con un saldo tra aperture e chiusure di -2.289 unità. Segue a breve distanza il comparto dei servizi bar, che nei primi due mesi dell’anno vede scomparire per sempre 2.041 esercizi. Più di 34 al giorno.

LE CITTÀ PIÙ IN CRISI. L’emorragia di imprese ha colpito tutto il suolo nazionale, soprattutto i centri urbani, anche se con significative differenze su base territoriale. Esaminando i primi dieci comuni italiani per numero di abitanti, spicca la cattiva prestazione di Roma, che nel primo bimestre 2014 si aggiudica l’Oscar per il peggiore risultato in assoluto, con un saldo complessivo negativo di 682 imprese nei tre settori di Commercio, Turismo, Intermediazione. Seguono Torino (-425) e Milano (-297). Roma mostra i saldi peggiori in tutti i sotto-comparti del Commercio, del Turismo e dell’Intermediazione, con due sole eccezioni: nel commercio su Area pubblica, dove nella Capitale si rileva un bilancio positivo di 34 imprese, e nel Banqueting, dove la maglia nera va a Firenze.