Expo 2015 divide la Rinascente e Coin. Motivo del contendere: il diritto di produrre e vendere prodotti di abbigliamento e gadget con il marchio dell’Esposizione. Da una parte c’è il gruppo che fa capo alla tailandese Central Retail Corporation, che un paio di mesi fa ha acquisito il diritto esclusivo sul brand, dall’altro il gruppo Coin secondo il quale la gara risulta viziata da presunte irregolarità nella valutazione delle offerte tecniche e di quelle economiche. Terzo attore: il Tar che, accogliendo il ricorso di Coin, ha annullato l’aggiudicazione della gara. Secondo il tribunale amministrativo la procedura sarebbe infatti stata viziata da una “palese violazione del principio della necessaria precedenza della valutazione dell’offerta tecnica rispetto alla valutazione dell’offerta economica”. Insomma, non sarebbe stato rispettato quel “principio di segretezza” che comporta che “fino a quando non si sia conclusa la valutazione delle offerte tecniche è inderogabilmente preclusa al seggio di gara la conoscenza, diretta o indiretta, del valore dell'offerta economica

La sentenza del Tar rimette quindi ora tutto in discussione. Una partita importante che mette in palio il ricavato dal merchandising a marchio Expo, al netto del pagamento a Expo spa di royalties per un importo pari all’8% del fatturato, ma anche lo spazio commerciale in prossimità dell’ingresso principale del sito espositivo.