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Dalle parole si passa finalmente ai fatti. Per contrastare il proliferare di scandali come quello di Expo e Venezia, l’esecutivo dell’associazione delle imprese edili Ance si è dotata di un nuovo codice etico. Che non ha nulla a che vedere con quello precedente, piuttosto generico e simile a quello in dotazione in Confindustria.

Il nuovo testo è infatti decisamente duro e, qualora venisse ratificato dall’assemblea, porterebbe alla defenestramento di diversi membri eccellenti. A cominciare da Mario Lupo, presidente Agi, in quanto coinvolto in un procedimento relativo al suo periodo all’Ilva in qualità di a.d..

Il nuovo codice etico dei costruttori parla infatti chiaro: l’articolo 22 stabilisce che è sufficiente un rinvio a giudizio in un’indagine per peculato, concussione, malversazione, corruzione, turbativa d’asta, truffa, usura, riciclaggio, o associazione di tipo mafioso, perché il Probiviri possa procedere alla espulsione dell’imprenditore coinvolto nell’indagine. Il quale deve fare le valigie dall’Ance.

Nel caso di altri reati, si procede solo dopo la sentenza in appello. E ancora: gli iscritti all’Ance avranno l’obbligo di comunicare ai Probiviri le condanne penali e i provvedimenti di rinvio a giudizio anche per i reati di natura ambientale e di lavoro. E questo vale anche per i dipendenti dell’imprenditore: un’accorgimento per evitare che, al cambio di vertici, subentri una persona dalla fedina penale comunque sporca.