Per avere un quadro generale della crisi economica bastano i numeri: nella ‘ricca’ Milano nel periodo luglio-agosto 2011 sono stati registrati 9.210 decreti ingiuntivi da parte delle aziende nei confronti di clienti morosi, ben 3.346 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un segnale evidente di come il tasso di povertà stia raggiungendo livelli inaspettati, spiega al Corriere della Sera , il coordinatore dei giudici di Pace, avvocato Vito Dattolico. Sempre più famiglie rinunciano a pagare le rate dell’auto o degli elettrodomestici (le ingiunzioni depositate dalla società produttrice del folletto sono state 1.864, contro le 1.082 del 2010) e ignorano le bollette di luce e gas (La sola Sorgenia ha aperto 3.213 pratiche contro le 31 dello scorso anno). “Questa è la realtà economica di Milano – spiega Dattolico – la città del benessere ha problemi enormi fin dalla gestione del bilancio domestico quotidiano”.
I problemi, ovviamente, non riguardano solo i cittadini – vessati da aumenti nei cibi e nei trasporti – ma anche le aziende: nei primi sei mesi dell’anno hanno chiuso 62 piccole botteghe a fronte di 45 nuove attività (“il saldo negativo è ormai una costante nella contabilità della Camera di Commercio”, si legge sulle pagine del quotidiano).
Il bello è che anche gli uffici del giudice di pace devono fare i conti con la crisi: gli uffici milanesi dovrebbero contare 155 giudici di pace ma ce ne sono solo 90, un risultato di tagli e trasferimenti pubblici. “Non ce la facciamo”, conclude Dattolico che sottolinea come senza nuove assunzioni sarà costretto a chiudere gli uffici. “Anche la giustizia è in bancarotta”, conclude il quotidiano.