L’Antitrust Ue punta il dito contro Google. Dopo aver indagato per un anno, l’autorità ha presentato le proprie conclusioni preliminari formali accusando Google di abuso di posizione dominante. Nel mirino, i supporti smartphone, tablet e mobile: qui Google avrebbe approfittato della sua posizione per promuovere le proprie app e, in alcuni casi, per presentarle come servizi di default. «Allo stadio attuale della nostra inchiesta pensiamo che Google privi i consumatori di una scelta più ampia di applicazioni e di servizi mobili e che freni l'innovazione provenienti da altri attori violando le regole di concorrenza europee», ha indicato Margrethe Vestager, commissaria all'Antitrust.

TRE ACCUSE. Più precisamente, l’Antitrust muove tre accuse. In primo luogo, l’autorità sostiene che l’installazione di Android e in particolare di Google Play vada di pari passo con la richiesta, avanzata da Google ai produttori, di preinstallare anche Google Chrome e la app Google Search. Queste sarebbero dunque presenti di default sui device mobile. La seconda accusa è la richiesta, sempre avanzata da Google ai produttori, di firmare un “Anti-fragmentation Agreement”: tale accordo obbliga a non vendere prodotti che montano un fork di Android, ossia varianti di Android. Infine, la terza e ultima accusa riguarda i presunti incentivi finanziari che Google elargirebbe a produttori e operatori per invogliargli a preinstallare Google Search e altre sue app.

COSA SUCCEDE ADESSO. Trattandosi di una fase preliminare, Google ha la possibilità di difendersi dalle suddette accuse. Qualora la sua difesa non fosse convincente, Google dovrà pagare una sanzione pari al 10% del suo fatturato annuale. Tradotto: qualcosa come 7 miliardi di dollari. Dal canto suo, Google non sembra allarmarsi «Android ha contribuito allo sviluppo di un ecosistema rilevante - e, ancora più importante, sostenibile - basato su un software open source e sull'innovazione aperta. Saremo felici di lavorare con la Commissione Europea per dimostrare che Android è un bene per la concorrenza ed è un bene per i consumatori» risponde ufficialmente Kent Walker, Senior Vice President & General Counsel dell’azienda. In una nota Google aggiunge: «I nostri accordi con i partner sono interamente su base volontaria - chiunque può usare Android senza Google. Provateci - potete scaricare l'intero sistema operativo gratuitamente, modificarlo come volete e costruire un telefono. E grandi aziende come Amazon lo fanno».