La crisi economica continua a mietere vittime sul mercato. Stando infatti ai dati diffusi da Unioncamere, nel primo trimestre 2014 il numero delle imprese che chiudono i battenti è salito del +22% rispetto al primo trimestre 2013: 3.600 i fallimenti registrati, per una media di 40 imprese chiuse al giorno. Il settore più colpito è il commercio: a questo comparto appartiene un'azienda su quattro che ha dichiarato fallimento nel 2014 (+24%). In sofferenza anche l’edilizia dove si registrano 771 procedure fallimentari (+20,1%) e, per la prima volta, anche l’industria manifatturiera: se nel 2013 i fallimenti erano in calo per questo comparto, con i primi tre mesi del nuovo anno il fenomeno ha avuto un’impennata toccando 763 procedure avviate (+22,5%). Fanno eccezione solo i consorzi e le cooperative, che mostrato un calo del 2% circa delle procedure fallimentari.

Tra le regioni, la più colpita è la Lombardia, con 808 procedure aperte. Al secondo posto, il Lazio (364), al terzo la Toscana (293). Segnali positivi arrivano invece da Basilicata (-17,6%), Molise (-9,1%) e Calabria (-2,4%). Infine, si registra un aumento delle procedure di concordato, che toccano quota 577 (+34,7%). Il fenomeno coinvolge sia le società di capitali (+22,6%), che le società di persone (+23,5%) e le imprese individuali (+25%).