© Sean Gallup/ Getty Images

Un italiano su tre ha paura di diventare povero (33%), mentre il 30% si sente protetto dallo stato sociale. A confermare lo stato di incertezza e disagio per il futuro sono i dati dello studio Censis pubblicati nel Diario della Transizione.
Secondo l’indagine gli italiani pensano che il modo migliore per tutelare sé stessi nel futuro, in caso di malattie o licenziamenti, è risparmiare: il 44% degli italiani lo fa per fronteggiare eventuali problemi (salute, lavoro), per il 36% è l’unico metodo sicuro, mentre il 28% lo fa per vivere in serenità la vecchiaia.

In questo contesto di crisi economica le famiglie italiane preferiscono conservare il proprio denaro in liquidità o in conti correnti in banca: negli ultimi sette anni, l’ammontare dei contanti e dei depositi bancari è cresciuto di 234 miliardi. In particolare le consistenze sono cresciute del 9,2%: dai 975 miliardi del 2007 ai 1209 miliardi attestati nel marzo 2014.

Poi, dal 2007 al 2014, i fondi di risparmio per la previdenza e le pensioni sono cresciuti del +7,2% (125 miliardi in più). Sul fronte delle assicurazioni, invece, i premi raccolti sono passati dai 63,4 miliardi del 2007, ai 86,8 miliardi del 2013 (+21,3% in termini reali). I dati Censis, inoltre, nello stesso periodo, evidenziano un taglio deciso nei consumi con un -7,6%, e un dimezzarsi degli investimenti sul mattone: se nel 2007 si effettuavano circa 807 mila compravendite, nel 2013 ne sono state realizzate circa 403 mila.

Infine, dal secondo trimestre 2012 a oggi, i risparmi degli italiani sono cresciuti da 20,1 miliardi a 26 miliardi nei primi tre mesi del 2014, registrando un +26,7% in termini reali, mentre nelle famiglie italiane la tendenza al risparmio è passata dal 7,8% al 10%, nonostante il calo del reddito disponibile attestato al 1,2% e l’inflazione che ha rallentato il crollo del potere d’acquisto.