Mario Monti, premier e ministro dell’Economia

La casa è di nuovo nel mirino del governo Monti. Dopo il varo dell’Imu, l’imposta municipale sugli immobili, arriva ora la riforma del catasto. Aggiornare le rendite adeguandole al mercato. È questo – secondo il ministro dell’Economia, nonché premier Mario Monti – il principale obiettivo della riforma in arrivo. Tra le novità: riequilibrare gli estimi delle grandi città sperequati tra centro e periferia. Sostituire i vani con i più moderni metri quadrati e attribuire un peso maggiore alla posizione dell’immobile rispetto alla sua età. A spiegare gli elementi che costituiscono il disegno di riforma su cui sta lavorando il governo, lo stesso Monti.

  1. La costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (ovvero il reddito medio al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione;
  2. la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari;
  3. il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie;
  4. il superamento, per abitazioni e uffici, del «vano» come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la «superficie» espressa in metri quadrati;
  5. la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli «immobili speciali».

La riforma – promettono dal governo – sarà a costo zero: all’adeguamento dei valori base dovrà corrispondere una riduzione delle aliquote.