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Le carte di credito sono sempre più utilizzate, anche se gli italiani spendono di meno. Ma questo è probabilmente un effetto della crisi.

Nel 2013 infatti i pagamenti effettuati sono aumentati del 5,4% rispetto all'anno precedente, anche se l'importo medio è diminuito del 5,1%: 2.176 euro a tessera, contro i 2.292 del 2012. A dirlo sono i dati dell'Osservatorio sulle Carte di Credito realizzato da Assofin, Crif Decision Solutions e GfK Eurisko.

Le carte di credito in circolazione, tuttavia, sono diminuite in numero assoluto (-3,2%), ma le transazione sono tornate a livello del 2010 dimostrando una maggiore confidenza dei nostri connazionali con gli strumenti di pagamento alternativi al contante.

Il valore medio delle transazioni si è attestato a quota 87 euro, contro i 93 del 2012 e i 95 del 2011. Non solo più risparmio, ma anche un utilizzo più frequente per importi di entità ridotta.

Inarrestabile il successo invece delle carte di debito (+10,9%) e delle prepagate (+5,5% dopo l'incredibile variazione del 32,4% tra il 2012 e il 2011). A conferma del successo di questo strumento di inclusione finanziarie i dati sulle transazioni (+30,9%) e sul valore (+19,8%).

Capitolo a parte per le carte rateali/opzione, in ripresa dopo anni di calo. A far da traino proprio gli strumenti che permettono al cliente di scegliere tra il rimborso e la rateizzazione del credito.

Pur senza dati numerici, l'Osservatorio sottolinea la rapida diffusione delle tessere contactless e della tecnologia Nfc (Near field communication) che consente di pagare avvicinando lo smartphone al pos.